Intervista Skoll

Fonte : ID Magasine (http://id.novopress.info). Opinioni raccolte da Chiara Angela. Traduttore : Edgir. Molte grazie a loro !

Federico Goglio, in arte Skoll, cantautore, musicista, scrittore - possiamo dirlo - marchiato da un talento e da una generosita' innata. Un artista a tutto tondo, una perla rara nel nostro ambiente, sia per la sua bravura, ma, soprattutto, per la sua modestia. Una dote che vogliamo sottolineare mille e mille volte e non ci stancheremo mai di farlo. Perché Federico potrebbe decisamente puntare sul mainstream piu' commerciale, abbandonando certe scomode e - si intenda per i piu' - imbarazzanti etichette, e raggiungendo un successo ed una fama sicure come una scommessa troppo facile e gia' incassata. Eppure cio' non accade. E allora, quanto meno siamo felici, Federico, di constatare che quest'anno é stato per te foriero di successi e soddisfazione nel nostro pazzo, piccolo, geniale circo conosciuto sotto l'ombroso termine "Area": un numero a dire poco elevato di concerti tra cui apparizioni addirittura internazionali in Francia ed in Canada; un concerto-spettacolo tenuto la settimana scorsa a Salo', di cui abbiamo visto purtroppo solo delle foto (diremmo quasi apocalittiche!), un nuovo disco doppiato da un libro, entrambi incentrati sulla figura di Mishima... Non sappiamo onestamente da dove cominciare! Aiutaci tu e parlaci per favore di quest'annata micidiale !

Mettendo in fila tutte le cose che hai elencato, diventa difficile anche per me decidere da dove cominciare. Direi che non stona, innanzitutto, ringraziarti per i complimenti e per aver speso delle parole sulla mia presunta modestia. In realtà non mi comporto diversamente da molti altri, la differenza sta, forse, in un primo approccio che il nostro pubblico ha nei miei confronti: il mio aspetto poco ortodosso per il nostro ambiente fa pensare a una certa mia altezzosità e poca disponibilità, aspetti questi che in realtà non esistono. Sapessi quanti mi hanno detto, dopo avermi conosciuto da vicino: "non ti facevo così, pensavo fossi peggio". Musicalmente parlando, invece, ho volutamente scartato un percorso "commerciale".
Attenzione però, questo non vuol dire che io sia convinto che ce l'avrei fatta. Anzi, molto probabilmente non sarei andato lontano. L'aspetto, però, del quale sono più fiero, in fin dei conti, è che, comunque, ho voluto restare me stesso e scrivere e cantare quello che sentivo veramente mio. La libertà artistica non è merce a disposizione di nessuno nel mondo della discografia commerciale. Io ho fatto la mia scelta. Ne sono felice. A volte è più dura di quanto si pensi ma alla fine questa scelta paga in gratificazione e questo mi basta. Vorrei soltanto che anche nel nostro ambiente (tra coloro che ascoltano questo rock così "diverso") si capisse che a quelli che stanno sul palco spesso costa del sacrificio continuare. Perseverare. Mantenere il contatto. Dimostrare senza tregua segni di continuità. Non mollare la presa. Essere presenti, sempre, quando qualcuno ti chiede di suonare per lui.
Tutto questo appaga ma alla lunga stanca. Molto. Basterebbe che il sacrificio venisse compreso. Un po' di gratitudine… Come dici giustamente, l'ultimo anno è stato ricco di cose. E' da quasi cinque anni, però, che non mi sono mai fermato. L'ultimo periodo è stato eccezionale ma anche molto pesante perché nel giro di pochi mesi ho suonato in Canada, a Parigi, in molte località italiane, ho ultimato i lunghissimi lavori che hanno portato alla nascita del mio ultimo album (Sole e Acciaio), ho scritto un libro su Mishima che mi ero letteralmente imposto di scrivere da anni (e che rappresenta una gran parte di me), ho pensato, scritto e diretto lo spettacolo di presentazione di Sole e Acciaio che si è recentemente svolto a Salò e che, dato il successo e l'originalità della proposta, sto pensando di "brevettare" con l'Associazione Lorien per poterlo proporre in tutta Italia in un tour 2006. E di questo ultimo evento, che si avvicina per certi versi più al concetto di musical che di semplice concerto, tu hai giustamente ricordato le atmosfere apocalittiche: lo spettacolo comincia con una lettura sulla Tokyo distrutta dai bombardamenti americani e con il pezzo musicale di apertura "Tokyo 45"cantato in divisa da ufficiale e accompagnato dalla proiezione gigante dell'atomica sul Giappone…

mmm

Facciamo un passo indietro, per chi non ti conosce ancora. I tuoi inizi sia dal punto "politico" che artistico: le difficolta', le sorprese, i sogni. E magari un consiglio ai nostri giovani che si avvicinano ad un certo modo di concepire musica e politica. I tuoi cattivi e buoni maestri.

La politica è un campo minato. Oggi più di ieri. Mi è difficile, in questo momento, spendere belle parole senza riserve nei confronti dei nostri partiti. Non c'è progettualità, coesione, forza propositiva e propulsiva. Tutta sa di "deja vu". E il popolo, che in fondo è meno bue di quanto si pensi, continua a stare alla larga da coloro che dovrebbero rappresentare il nostro ambiente. Le vicende che interessano di recente AN, lo dimostrano del resto: siamo giunti a Bisanzio.
AN rappresenta splendidamente gli ultimi giorni dell'Impero: nani e ballerine senza dignità, cervello e buon gusto dimenano le loro inutilissime esistenze personali in cerca di un "posto al sole". Peccato che il sole sia tramontato da un pezzo. Quando ho cominciato io, in fondo non c'era poi molta scelta: il MSI stava scomparendo sotto il passo delineato a Fiuggi, "l'altrove" non era poi così allettante e allora finii per iscrivermi al moribondo Fronte della Gioventù. A seguito delle successive svolte abbandonai partiti e partitini. Ma la politica è una di quelle cose che se hai dentro non ti lascia dormire la notte fino a che non l'hai appagata e allora mi gettai verso quella dimensione "altra" proprio della politica: la cultura identitaria. Verso quelli che chiami buoni e cattivi maestri. Mishima, Evola, Degrelle, Codreanu. Qualcuno diceva giustamente che non esistono in realtà buoni e cattivi maestri. Soltanto cattivi allievi.

Abbiamo solamente accennato al concerto in Canada, che é stato tenuto in memoria del mai dimenticato Massimo Morsello. Cominciando dal tuo rapporto con Massimo, conosciuto direttamente - se non sbaglio - alla fine della sua purtroppo breve, ma intensa vita, e con cui hai anche pubblicato una bella intervista disponibile on-line, puoi parlarci dell'esperienza nord-americana? Immaginiamo che la domanda su Massimo Morsello ti é stata posta centinaia di volte, ma ti chiediamo di rispondere ancora, soprattutto alla luce del fatto che stai parlando ad un pubblico non italiano e, come spesso accade, certi fatti e storie purtroppo sono completamente sconosciute all'estero, sia per barriere linguistiche, che per carenza di informazione.

Che bello poter ricordare un uomo come Massimo al di là dell'oceano in un concerto canadese… Sono passati solo pochi anni da quando Massimo se n'è andato eppure, per me, sembrano passati dei secoli. Sono cambiate un sacco di cose, nel frattempo ho conosciuto moltissime persone nuove ma Massimo resterà sempre un frammento speciale della mia vita. Direi quasi che sono geloso di questa amicizia, certamente mi considero un privilegiato per averlo conosciuto proprio da vicino. E comunque, credimi, non è possibile descrivere Massimo a parole. Bisognava conoscerlo, parlargli, averlo accanto per capire che era diverso e unico. Speciale, davvero speciale.

Yukio Mishima e le fusoliere di acciaio. Un testo che ha il sapore di un romanzo passionale; una storia di amore e morte, di sole e acciaio, di opposti e contrari e che in sé raccoglie anche un tocco autobiografico. Ed un mondo lontano, il Giappone affascinante, decadente, incomprensibile. Con una morale che spesso sfugge, soprattutto agli occhi di noi occidentali e della nostra etica cristiana fatta di peccato, pentimento e perdono. Di bene e male, distinti, separati. Penso al suicidio, ovviamente, ma anche alle inclinazioni sessuali di Mishima; il primo gesto stoico/eroico, le seconde completamente naturali in un mondo spirituale appunto distante dal - se vogliamo dire - nostro. Ma la curiosita', piuttosto, che vorrei soddisfare non é tanto questa, quanto come sia possibile che la figura di Mishima sia cosi' amata tra noi, nonostante queste due -non banali e per nulla scontate- tematiche. É proprio un amore incondizionato che si offre all'uomo Yukio, a dispetto di tutto ed oltre il suo essere guerriero, poeta ... artista ?

Effettivamente la domanda è interessante. Per certi versi me lo sono chiesto anch'io in questi anni. Io ho studiato attentamente Mishima. Ho letto tutto ciò che ho potuto. Credo, senza presunzione, di esserne diventato mio malgrado un profondissimo conoscitore. E dico mio malgrado perché c'è stato un periodo della mia vita nel quale Mishima era diventato una vera ossessione.Lo sognavo di notte; mi sembrava, veramente, di poterlo ascoltare. E forse, alla fine, la ragione per la quale il nostro ambiente (non di rado troppo chiuso e rigido nei giudizi e nelle simpatie) ha accettato senza troppe riserve Mishima (nonostante "tutto") sta proprio in questa inspiegabile magia e forza di attrazione che, anche da morto, è in grado di trasmettere a chi abbia voglia di capirlo.

Parliamo di musica, Sole e Acciaio, appunto ricalca le stesse tematiche, anche se affronta anche altri argomenti. Ma la vera sorpresa é dal punto di vista stilistico! Chitarre distorte, riff che nulla hanno da invidiare - per potenza e spessore - ad artisti del calibro di Rammstein. Quasi rabbioso, quasi quasi ci ritrovo dell'odio cieco e violento. Cosa succede? Cosa ti ha ispirato questo cambiento e, in ultima analisi, sei soddisfatto di questo (lungo!) parto ? Ed una osservazione critica, se mi consenti: come mai non avete pensato a fare uscire il libro ed il cd insieme? Intando come pacchetto unico, a noi é la prima cosa che é saltata agli occhi... Stesso concetto, sia di contenuto che visivo, insomma sarebbe stata una scelta di marketing mica male, no?

Partiamo dalla seconda parte della domanda: l'idea di una commercializzazione abbinata c'è stata eccome. Le grafiche di libro e cd sono volutamente simili e abbinabili. Ma ti dirò di più: ho voluto fortemente che il libro fosse in un formato che si prestasse per un futuro cofanetto in grado di raccogliere le due opere insieme. Probabilmente ci arriveremo, forse in una seconda fase di promozione del cd. Vedremo. La risposta alla tua domanda sui contenuti musicali del cd , invece, parte da un presupposto fondamentale: per "Sole e Acciaio" avevo idee musicali chiarissime. A differenza del passato avevo già in mente come avrebbero dovuto suonare le canzoni una volta terminate: è stato molto semplice comunicare a Fabio Constantinescu (il mio fido arrangiatore!) quello che volevo ascoltare in termini di sound. E, come dici tu, una punta di Rammstein l'ho proprio ricercata…Sono molto soddisfatto di questo lavoro. Sono molto contento che al mio pubblico stia piacendo moltissimo.

Una domanda da dividere tra Lorien, Archivio Storico di Musica Alternativa, e distributore delle tue opere letterarie e musicali e Rupe Tarpea, la produzione che ti segue - correggimi se sbaglio - sin dall'inizio. Due realta' che stanno crescendo molto e che hanno avuto l'intelligenza e la lungimiranza di puntare su Skoll !
Sono le realtà organizzate alle quali sono più vicino. E alle quali devo di più. Rtp ha letteralmente scommesso su un cantautore sconosciuto e totalmente privo (aspetto molto importante) di strutture politiche alle spalle, Lorien ha insistito in questi anni perché quello che si andava a proporre dal vivo (vedi il già citato spettacolo "Sole e Acciaio") avesse sempre un taglio di grande professionalità. Della serie: se si deve fare qualcosa, le cazzate organizzate in fretta e furia non ci interessano affatto.
Ancora due parole sulla tua vasta (a dire poco) esperienza dal vivo, magari sulla giornata parigina e su quella di Salo' ed una curiosita'. Specialmente adesso, per via delle sonorita' dell'ultimo album, hai mai pensato ad avere un gruppo vero e proprio ?

Chi non suona dal vivo scompare. E in fretta. Se poi, come già detto, a proporsi è un cantautore come Skoll che non ha nessun partito o gruppo alle spalle allora il gioco si fa duro. In questi anni ho cercato di non rifiutare, nei limiti del possibile, nessuna proposta Live. Ho suonato per tutti. Ho suonato con tutti. Sono partito da zero, dall'anonimato più assoluto e oggi posso dire che nell'ambito della musica alternativa sono un autore vivo e vegeto. Alcuni non credono nelle cose che faccio però (e questo penso sia ciò che conta) conoscono la mia musica. Altri non mi apprezzano però conoscono il mio nome. Va bene così. Piano piano, passo dopo passo. Le cose si costruiscono con il tempo e la pazienza. Con la passione e la volontà di non tornare indietro !!


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