Intervista Guido Giraudo

Intervista a cura del nostro camerata Edgir

Guido Giraudo, ti puoi presentare al pubblico francese ?

Ho 48 anni di cui 33 di militanza politica... Scelsi la destra nel clima terribile degli anni Settanta, quando questo significava il massimo del pericolo. Nel 1975 facevo parte di un circolo (Alternativa nazionale a Milano) in cui conobbi Carlo Venturino... un poeta: il cuore e l'anima degli Amici del Venti, il gruppo che mise insieme con il fratello Marco e la fidanzata Cristina. Nel 1977 incominciai a fare il giornalista. Nel 1978 ero vice-direttore del "Candido" un settimanale di destra fondato da Giovanni Guareschi.
Da allora ho fatto mille cose: organizzato concerti, scritto un libro di un certo successo ("Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura"), creato gruppi e circoli... fondato la Lorien che, dal 1997, raccoglie, cataloga e quindi salva il grande patrimonio della musica alternativa italiana.


Eri uno dei componenti degli "Amici del Vento", uno dei monumenti della scena alternativa italiana che, essendo creati nel '76, hanno festeggiato i 20 anni di attività al "Concerto del Ventennale" (insieme alla Compagnia dell'Anello) nel 1997. Qual'era l'ambiente per i gruppi di musicà alternativa al' inizia degli Amici del Vento ?

La musica alternativa era (ed è ancora, in parte) una forma di militanza. Cantare era come dare un volantino o attaccare un manifesto. Quindi i gruppi nascevano all'interno delle sezioni o dei circoli. Naturalmente per i concerti c'erano le stesse difficoltà dei comizi: poca gente, nessuno che ti affittava un locale, il rischio di assalti e di aggressioni da parte dei comunisti. Nella carriera degli Amici del Vento abbiamo anche collezionato un ristorante dato alle fiamme (a Milano) e una bomba al teatro (a Palermo) prima dei nostri concerti, molti dei quali duravano ore e ore perché eravamo in stato d'assedio con orde di compagni che ci aspettavano fuori...


Con più di cento gruppi e solisti e quasi 1000 canzoni, la scena alternativa italiana, nata negli anni '60, è di gran lunga la più importante nel mondo. Come spiegi questa ricchezza e questa longevità ?

Domanda complessa. Risposta - forse - impopolare. Credo che l'Italia sia l'unico paese europeo ad aver avuto (dal dopoguerra ad oggi) una "destra plurale" ma un referente politico unico. Intendo dire che abbiamo mille anime diverse, ma - piaccia o non piaccia - tutte queste anime hanno avuto un unico partito di riferimento: odiato, rinnegato, democratico, mediocre... ma pur sempre un "paravento" legale riconosciuto e riconoscibile. Le destre, in Italia, hanno contato sempre, poco o tanto, nel gioco politico e questo ci ha permesso di avere spazi, magari piccoli, ma continui, all'interno dei quali abbiamo fatto quello che volevamo. Intendiamoci (ma il discorso sarebbe lungo) né il MSI di Almirante, né AN di Fini hanno mai fatto nulla per aiutare la nostra musica...ma... ma tutti noi siamo cresciti nel MSI e in AN e, ancora oggi, comunque, cè gente di quel partito che ci aiuta... Insomma, in Italia la destra - pur frammentata - ha sempre avuto una continuità. Non si è lasciata cancellare, né si è auto-esclusa (come fa qualcuno) e questo ci ha consentito di andare avanti. Non solo nella musica, ma anche nelle case editrici, nella cultura...

Nel 1997, hai creato l'associazione culturale Lorien - la memoria della musica alternativa italiana - che ha raccogliuto, catalogato, archiviato e meso "on line" la quasi-totalità della produzione nazionalista italiana (ma anche una parte della produzione stragniera) delle trenta ultimi anni. Ci parli di quest'aventura ?

Ecco un esempio di ciò che dicevo prima. Nel 1997 uno dei nostri giovani migliori: Marzio Tremaglia, di AN, diventa assessore alla cultura della Regione Lombardia e - per cinque anni - tutta la cultura identitaria e non conforme ha avuto uno sviluppo enorme e la possibilità di essere conosciuta all'esterno con fondi pubblici e riconoscimenti comuni. Fu lui a suggerci di fare un'associazione per dare forma giuridica al lavoro di "collezionismo" che stavamo facendo. Fu lui a farci finanziare dalla Regione due anni di lavoro enorme, durante i quali abbiamo catalogato, rimasterizzato, archiviato, salvato definitivamente tutto il patrimonio della musica alternativa italiana: 3.500 brani in mp3, oltre 6.000 immagini; tutto all'interno di un database di ricerca complessa che occupa quasi 20 giga di hard disk... Un lavoro enorme...

Però, nel 2001, senza aiuto, l'associassione è stato obligata prima di interrompere il suo lavoro e quindi di abbandonare gli uffici. Quale futuro per Lorien ? Quale tipi di aiuti potrebbe vi prestare la communità nazionalista europea ?

Purtroppo nel 2001 Marzio è morto e, al suo posto, è venuto un assessore della Lega cui interessano solo le musiche folkloriche lombarde... Ma già da due anni non ricevevamo contributi e vivevamo solo del nostro lavoro. Troppo poco per pagarci uffici e personale. Così abbiamo chiuso decidendo di rinascere al più presto su Internet per rendere fruibile a tutti il lavoro fatto. C'è voluto quasi un anno di lavoro, ma il nuovo sito con tutto il data base è stato messo on line nel dicembre 2001. Tutti i dati storici, le schede e i testi delle canzoni possono essere consultati gratuitamente, ma per accedere alle musiche e alle immagini... bisogna pagare un'iscrizione di 77 euros. I costi del sito, infatti, sono tanti. Ma noi ci lavoriamo gratuitamente, quindi ci bastano una quarantina di abbonamenti per pagare tutti i costi e gli aggiornamenti. Il sito ha avuto un certo successo... e di abbonamenti ne abbiamo già quasi 50... e questo ci ha consentito di poter pagare dei ragazzi che in queste settimane stanno lavorando alle nuove masterizzazioni e catalogazioni. A metà settembre metteremo on-line l'aggiornamento 2002. Il sito sarà anche in inglese e in francese (grazie a te) e aggiungeremo migliaia di immagini e circa 500 mp3. Il futuro ? Fare della Lorien il portale italiano ed europeo della musica di destra...

L'associazione Lorien a co-organizzato, il 9 di giugnio 2002, un convegno a Roma sulla storia della musica alternativa italiana, dal '65 fin a oggi. Come si è svolguto ?

E' stato molto interessante anche perché, dopo moltissimi anni, si sono ritrovati insieme molti vecchi protagonisti della musica alternativa (Valeriano, Scocco, Colella, Bortoluzzi, la Paternò, io) a fianco dei più giovani (Marconi, Mancinelli, Persichetti). I problemi emersi e non risolti sono proprio quelli che mi sottoponi nelle domande successive...

A livello europeo, quale sinergie potrebbero essere messo in opera per facilitare lo svilupo della scena alternativa europea ?

I generi, le esperienze, le sensibilità, i pubblici sono molto differenti. Solo gli skinhead, con la loro musica Oï, possono avere un "circuito" europeo perché, in realtà, non c'è differenza tra italiani, tedeschi, inglesi... Stessa musica, stessa birra... Ma noi facciamo politica, parliamo di storia, abbiamo molte differenze ideologiche e nazionaliste... che si esprimono anche nelle canzoni. Un'idea potrebbe essere di avvicinarsi alle destre del Parlamento Europeo per trovare forme di collaborazione con quei partiti (tra l'altro irlandesi e danesi sono ben più "fascisti" di italiani e francesi) che potrebbero aprirci nuovi spazi per concerti, divulgazione e quindi crescita. Solo per la cronaca, ci tengo a dire che 11 europarlamentari dell'UEN hanno sottoscritto l'abbonamento alla Lorien...

Una delle debolezze di questa scena rimane l'impossibilità di accedere ai grandi circuiti di distribuzione e di diffusione. Che potremmo fare per provare di rimediare a quel ostracismo ?

La mia posizione (non condivisa da tutti...) è che il mercato si conquista "dall'alto" e non "dal basso". Intendo dire che non serve a nulla fare canzoni bellissime, con eccellenti arrangiamenti musicali, magari con testi "annacquati"- non troppo politici - per poter entrare nei circuiti della grande distribuzione. Il problema è conquistare le case discografiche. Bisogna che gente "nostra" entri nelle case di produzione e, prima o poi, imponga come "moda" i musicisti di destra. Questo sta già avvenendo, in piccola parte, con la cultura e oggi le case editrici importanti si contendono i più conosciuti autori di Destra. La musica però è un baluardo della sinistra e sarà più difficile. Ma, prima o poi ci riusciremo.

Riguardando la diffusione della musica identitaria, secondo te le nuove tecnologie (registrazione di CD, internet, MP3) potrebero essere un modo di aggirare "da giù" la censura "da sù" imposta dai lobbies politico-mediatici ? Ma nel stesso tempo, il fatto di pirateggiare la musica col mp3 colpe anche le nostre produzione. Non c'è il rischio di stroncare sul nascere lo svilupo della musica nostra ? In altri termini qual' equilibrio occore trovare tra logica economica e logica di diffusione ?

Su questo punto ho litigato diverse volte con qualche gruppo e con qualche casa editrice di area. Io rimango convinto che il presupposto di base per cui dei ragazzi di destra si mettono a cantare è il voler esprimere, in musica, la propria militanza. Fino ad oggi nessuno ha mai pensato di diventare un "professionista" dello spettacolo. Quindi le nostre canzoni più girano, più si diffondono e più assolvono al loro ruolo che è lo stesso (ma più incisivo) di un comizio.
Quando gli Amici del Vento produssero le loro musicassette ne vendettero circa 2000, ma i "cloni" realizzati da camerati in tutta Italia furono almeno dieci volte tanti. Ma non ci siamo mai lamentati, perché era bello arrivare in qualsiasi paese o città e trovare camerati che sapevano a memoria le nostre canzoni... Invece oggi qualcuno si è montato un po' la testa. Certo il problema economico è grave. Registrare un CD costa e bisogna vendere almeno 500/700 copie per rientrare nei costi... Ma questo problema c'è sempre stato e ciò non ha impedito di realizzare, negli anni, quasi 400 prodotti...

Oggi l'appellazione "musica alternativa" sembra lasciare il posto a quella di "rock identitario". Vedi una differenza tra le due ?

"Musica alternativa" è una definizione degli anni Settanta quando la destra era opposizione totale al sistema. Oggi che siamo al governo (?) non ha più senso, non è comprensibile... ma ha un significato storico ormai conosciuto e consolidato. "Rock identitario" ha il suo limite nella definizione della tipologia musicale "rock" che non è l'unico genere usato dai cantautori di area. Dunque, forse, bisognerebbe parlare di "canzone identitaria", "musica non conforme", "produzioni musicali identitarie", ecc... La gara al nuovo nome è aperta.

Allora che, tradizionalmente, la musica alternativa italiana era, primo di tutto, il cemento musicale di una communità politica, oggi la volontà sfoggiata di certi gruppi, specialmente in Francia, è di uscire dell' area nostra per raggiungere il più possibile di gente, a costo, talvolta, di "far tavola rasa del passato" e di avere un discorso meno chiaro. Che pensi di questo procedimento ?

Sono assolutamente contrario. Quando avranno finito di fare "tabula rasa del passato" saranno diventati... come tutti gli altri, e allora che vittoria politica avranno ottenuto? Noi dobbiamo orgogliosamente rimanere fedeli alle nostre idee, ai nostri valori, al nostro stile di vita. Saranno gli altri a venire a noi: per curiosità o per ammirazione, per convinzione o per "moda". Se, invece, continueranno ad ignorarci, noi continueremo a testimoniare la nostra Fede, in attesa di tempi migliori. Non si vince con idee non nostre allora non si è vinto. Come insegna Tolkien, non si indossa l'anello del potere per combattere il Male, perché se ne rimane comunque prigionieri e, alla fine, si diventa inconsapevoli servitori del Male.

Altra fonte di dibatto, l'utilizzazione da certi gruppi alternativi di modi musicali che, a priori, non sono identitari per niente - penso essenzialmente al' rap - per trasmettere il nostro messaggio (e sembra che siano gli "Amici del Vento" che hanno utilizzato quello ritmo per la prima volta in "Progreista rap", ma in un modo aneddotico e forze ironico). Che ne pensi ?

Anche il rock non è certo una musica che fa parte della tradizione europea... Mettiamola così. La musica alternativa non è un genere musicale è solo un modo di usare diversi linguaggi musicali per veicolare delle idee. Insomma l'originalità è nei testi, non nelle musiche. Ecco perché - secondo me - è determinante mantenere la qualità dei contenuti ed ecco perché non amo le canzoni dove non si capiscono le parole... soffocate dalla musica.


Il Rock Identitario Francese è un giovanoto paragonato alla musica alternativa italiana. Ci sono errore che forse sono state comesse da questa e che in Francia potremmo evitare ?

L'unico errore è l'eccessivo personalismo, la frammentazione, il voler seguire la moda invece che essere orgogliosi della propria identità... anche se perdente. In Francia, purtroppo, credo sia ancora più difficile trovare aiuti politici pubblici, ma dovreste incominciare anche voi con feste e momenti pubblici in cui confrontarvi - da organizzatori, quindi da protagonisti - con il mondo esterno. Insomma non rinchiudersi nei recinti di emarginazione, autoreferenziali come fanno gli skin, ma "fare politica": dare volantini, attaccare manifesti, parlare nelle piazze... cantare !!!

Quale bilancio fare di questi 37 anni di lotta musicale e quale prospettive per il futuro ?

Umanamente è un bilancio splendido. Musicalmente interessante. Dal punto di vista sociologico addirittura incredibile. Politicamente scarso. Culturalmente non incisivo come avremmo voluto. Economicamente... disastroso !!! Per il futuro ? L'unica cosa certa è che quello che abbiamo fatto non verrà dimenticato. Le nostre canzoni rimarranno nel tempo. E questo mi pare sia già un bel risultato...

Messaggio conclusivo ?

"Su questa nostra terra un vento soffierà e noi semineremo la nostra libertà.
Lontano spazzerà i figli del tradimento, ma noi saremo in piedi... siamo amici del vento".


Présentation Entrevue

270 bis Amici del Vento Aurora Compagnia Dell Anello  Delenda Carthago Hobbit Indole Intolleranza Londinium SPQR Massimo Morsello Non Nobis Domine Skoll Sotto Fascia Semplice Zeta Zero Alfa Lorien Perimetro

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