|
Con
più di cento gruppi e solisti e quasi 1000 canzoni, la
scena alternativa italiana, nata negli anni '60, è di
gran lunga la più importante nel mondo. Come spiegi questa
ricchezza e questa longevità ?
Domanda complessa. Risposta
- forse - impopolare. Credo che l'Italia sia l'unico paese europeo
ad aver avuto (dal dopoguerra ad oggi) una "destra plurale"
ma un referente politico unico. Intendo dire che abbiamo mille
anime diverse, ma - piaccia o non piaccia - tutte queste anime
hanno avuto un unico partito di riferimento: odiato, rinnegato,
democratico, mediocre... ma pur sempre un "paravento"
legale riconosciuto e riconoscibile. Le destre, in Italia, hanno
contato sempre, poco o tanto, nel gioco politico e questo ci
ha permesso di avere spazi, magari piccoli, ma continui, all'interno
dei quali abbiamo fatto quello che volevamo. Intendiamoci (ma
il discorso sarebbe lungo) né il MSI di Almirante, né
AN di Fini hanno mai fatto nulla per aiutare la nostra musica...ma...
ma tutti noi siamo cresciti nel MSI e in AN e, ancora oggi, comunque,
cè gente di quel partito che ci aiuta... Insomma, in Italia
la destra - pur frammentata - ha sempre avuto una continuità.
Non si è lasciata cancellare, né si è auto-esclusa
(come fa qualcuno) e questo ci ha consentito di andare avanti.
Non solo nella musica, ma anche nelle case editrici, nella cultura...
Nel
1997, hai creato l'associazione culturale Lorien - la memoria
della musica alternativa italiana - che ha raccogliuto, catalogato,
archiviato e meso "on line" la quasi-totalità
della produzione nazionalista italiana (ma anche una parte della
produzione stragniera) delle trenta ultimi anni. Ci parli di
quest'aventura ?
Ecco un esempio di ciò
che dicevo prima. Nel 1997 uno dei nostri giovani migliori: Marzio
Tremaglia, di AN, diventa assessore alla cultura della Regione
Lombardia e - per cinque anni - tutta la cultura identitaria
e non conforme ha avuto uno sviluppo enorme e la possibilità
di essere conosciuta all'esterno con fondi pubblici e riconoscimenti
comuni. Fu lui a suggerci di fare un'associazione per dare forma
giuridica al lavoro di "collezionismo" che stavamo
facendo. Fu lui a farci finanziare dalla Regione due anni di
lavoro enorme, durante i quali abbiamo catalogato, rimasterizzato,
archiviato, salvato definitivamente tutto il patrimonio della
musica alternativa italiana: 3.500 brani in mp3, oltre 6.000
immagini; tutto all'interno di un database di ricerca complessa
che occupa quasi 20 giga di hard disk... Un lavoro enorme...
Però,
nel 2001, senza aiuto, l'associassione è stato obligata
prima di interrompere il suo lavoro e quindi di abbandonare gli
uffici. Quale futuro per Lorien ? Quale tipi di aiuti potrebbe
vi prestare la communità nazionalista europea ?
Purtroppo nel 2001 Marzio
è morto e, al suo posto, è venuto un assessore
della Lega cui interessano solo le musiche folkloriche lombarde...
Ma già da due anni non ricevevamo contributi e vivevamo
solo del nostro lavoro. Troppo poco per pagarci uffici e personale.
Così abbiamo chiuso decidendo di rinascere al più
presto su Internet per rendere fruibile a tutti il lavoro fatto.
C'è voluto quasi un anno di lavoro, ma il nuovo sito con
tutto il data base è stato messo on line nel dicembre
2001. Tutti i dati storici, le schede e i testi delle canzoni
possono essere consultati gratuitamente, ma per accedere alle
musiche e alle immagini... bisogna pagare un'iscrizione di 77
euros. I costi del sito, infatti, sono tanti. Ma noi ci lavoriamo
gratuitamente, quindi ci bastano una quarantina di abbonamenti
per pagare tutti i costi e gli aggiornamenti. Il sito ha avuto
un certo successo... e di abbonamenti ne abbiamo già quasi
50... e questo ci ha consentito di poter pagare dei ragazzi che
in queste settimane stanno lavorando alle nuove masterizzazioni
e catalogazioni. A metà settembre metteremo on-line l'aggiornamento
2002. Il sito sarà anche in inglese e in francese (grazie
a te) e aggiungeremo migliaia di immagini e circa 500 mp3. Il
futuro ? Fare della Lorien il portale italiano ed europeo della
musica di destra...
L'associazione
Lorien a co-organizzato, il 9 di giugnio 2002, un convegno a
Roma sulla storia della musica alternativa italiana, dal '65
fin a oggi. Come si è svolguto ?
E' stato molto interessante
anche perché, dopo moltissimi anni, si sono ritrovati
insieme molti vecchi protagonisti della musica alternativa (Valeriano,
Scocco, Colella, Bortoluzzi, la Paternò, io) a fianco
dei più giovani (Marconi, Mancinelli, Persichetti). I
problemi emersi e non risolti sono proprio quelli che mi sottoponi
nelle domande successive...
A livello
europeo, quale sinergie potrebbero essere messo in opera per
facilitare lo svilupo della scena alternativa europea ?
I generi, le esperienze,
le sensibilità, i pubblici sono molto differenti. Solo
gli skinhead, con la loro musica Oï, possono avere un "circuito"
europeo perché, in realtà, non c'è differenza
tra italiani, tedeschi, inglesi... Stessa musica, stessa birra...
Ma noi facciamo politica, parliamo di storia, abbiamo molte differenze
ideologiche e nazionaliste... che si esprimono anche nelle canzoni.
Un'idea potrebbe essere di avvicinarsi alle destre del Parlamento
Europeo per trovare forme di collaborazione con quei partiti
(tra l'altro irlandesi e danesi sono ben più "fascisti"
di italiani e francesi) che potrebbero aprirci nuovi spazi per
concerti, divulgazione e quindi crescita. Solo per la cronaca,
ci tengo a dire che 11 europarlamentari dell'UEN hanno sottoscritto
l'abbonamento alla Lorien...
Una
delle debolezze di questa scena rimane l'impossibilità
di accedere ai grandi circuiti di distribuzione e di diffusione.
Che potremmo fare per provare di rimediare a quel ostracismo
?
La mia posizione (non
condivisa da tutti...) è che il mercato si conquista "dall'alto"
e non "dal basso". Intendo dire che non serve a nulla
fare canzoni bellissime, con eccellenti arrangiamenti musicali,
magari con testi "annacquati"- non troppo politici
- per poter entrare nei circuiti della grande distribuzione.
Il problema è conquistare le case discografiche. Bisogna
che gente "nostra" entri nelle case di produzione e,
prima o poi, imponga come "moda" i musicisti di destra.
Questo sta già avvenendo, in piccola parte, con la cultura
e oggi le case editrici importanti si contendono i più
conosciuti autori di Destra. La musica però è un
baluardo della sinistra e sarà più difficile. Ma,
prima o poi ci riusciremo.
Riguardando
la diffusione della musica identitaria, secondo te le nuove tecnologie
(registrazione di CD, internet, MP3) potrebero essere un modo
di aggirare "da giù" la censura "da sù"
imposta dai lobbies politico-mediatici ? Ma nel stesso tempo,
il fatto di pirateggiare la musica col mp3 colpe anche le nostre
produzione. Non c'è il rischio di stroncare sul nascere
lo svilupo della musica nostra ? In altri termini qual' equilibrio
occore trovare tra logica economica e logica di diffusione ?
Su questo punto ho litigato
diverse volte con qualche gruppo e con qualche casa editrice
di area. Io rimango convinto che il presupposto di base per cui
dei ragazzi di destra si mettono a cantare è il voler
esprimere, in musica, la propria militanza. Fino ad oggi nessuno
ha mai pensato di diventare un "professionista" dello
spettacolo. Quindi le nostre canzoni più girano, più
si diffondono e più assolvono al loro ruolo che è
lo stesso (ma più incisivo) di un comizio.
Quando gli Amici del Vento produssero le loro musicassette ne
vendettero circa 2000, ma i "cloni" realizzati da camerati
in tutta Italia furono almeno dieci volte tanti. Ma non ci siamo
mai lamentati, perché era bello arrivare in qualsiasi
paese o città e trovare camerati che sapevano a memoria
le nostre canzoni... Invece oggi qualcuno si è montato
un po' la testa. Certo il problema economico è grave.
Registrare un CD costa e bisogna vendere almeno 500/700 copie
per rientrare nei costi... Ma questo problema c'è sempre
stato e ciò non ha impedito di realizzare, negli anni,
quasi 400 prodotti...
Oggi
l'appellazione "musica alternativa" sembra lasciare
il posto a quella di "rock identitario". Vedi una differenza
tra le due ?
"Musica alternativa"
è una definizione degli anni Settanta quando la destra
era opposizione totale al sistema. Oggi che siamo al governo
(?) non ha più senso, non è comprensibile... ma
ha un significato storico ormai conosciuto e consolidato. "Rock
identitario" ha il suo limite nella definizione della tipologia
musicale "rock" che non è l'unico genere usato
dai cantautori di area. Dunque, forse, bisognerebbe parlare di
"canzone identitaria", "musica non conforme",
"produzioni musicali identitarie", ecc... La gara al
nuovo nome è aperta.
Allora
che, tradizionalmente, la musica alternativa italiana era, primo
di tutto, il cemento musicale di una communità politica,
oggi la volontà sfoggiata di certi gruppi, specialmente
in Francia, è di uscire dell' area nostra per raggiungere
il più possibile di gente, a costo, talvolta, di "far
tavola rasa del passato" e di avere un discorso meno chiaro.
Che pensi di questo procedimento ?
Sono assolutamente contrario.
Quando avranno finito di fare "tabula rasa del passato"
saranno diventati... come tutti gli altri, e allora che vittoria
politica avranno ottenuto? Noi dobbiamo orgogliosamente rimanere
fedeli alle nostre idee, ai nostri valori, al nostro stile di
vita. Saranno gli altri a venire a noi: per curiosità
o per ammirazione, per convinzione o per "moda". Se,
invece, continueranno ad ignorarci, noi continueremo a testimoniare
la nostra Fede, in attesa di tempi migliori. Non si vince con
idee non nostre allora non si è vinto. Come insegna Tolkien,
non si indossa l'anello del potere per combattere il Male, perché
se ne rimane comunque prigionieri e, alla fine, si diventa inconsapevoli
servitori del Male.
Altra
fonte di dibatto, l'utilizzazione da certi gruppi alternativi
di modi musicali che, a priori, non sono identitari per niente
- penso essenzialmente al' rap - per trasmettere il nostro messaggio
(e sembra che siano gli "Amici del Vento" che hanno
utilizzato quello ritmo per la prima volta in "Progreista
rap", ma in un modo aneddotico e forze ironico). Che ne
pensi ?
Anche il rock non è
certo una musica che fa parte della tradizione europea... Mettiamola
così. La musica alternativa non è un genere musicale
è solo un modo di usare diversi linguaggi musicali per
veicolare delle idee. Insomma l'originalità è nei
testi, non nelle musiche. Ecco perché - secondo me - è
determinante mantenere la qualità dei contenuti ed ecco
perché non amo le canzoni dove non si capiscono le parole...
soffocate dalla musica.
Il Rock
Identitario Francese è un giovanoto paragonato alla musica
alternativa italiana. Ci sono errore che forse sono state comesse
da questa e che in Francia potremmo evitare ?
L'unico errore è l'eccessivo
personalismo, la frammentazione, il voler seguire la moda invece
che essere orgogliosi della propria identità... anche
se perdente. In Francia, purtroppo, credo sia ancora più
difficile trovare aiuti politici pubblici, ma dovreste incominciare
anche voi con feste e momenti pubblici in cui confrontarvi -
da organizzatori, quindi da protagonisti - con il mondo esterno.
Insomma non rinchiudersi nei recinti di emarginazione, autoreferenziali
come fanno gli skin, ma "fare politica": dare volantini,
attaccare manifesti, parlare nelle piazze... cantare !!!
Quale
bilancio fare di questi 37 anni di lotta musicale e quale prospettive
per il futuro ?
Umanamente è un bilancio
splendido. Musicalmente interessante. Dal punto di vista sociologico
addirittura incredibile. Politicamente scarso. Culturalmente
non incisivo come avremmo voluto. Economicamente... disastroso
!!! Per il futuro ? L'unica cosa certa è che quello che
abbiamo fatto non verrà dimenticato. Le nostre canzoni
rimarranno nel tempo. E questo mi pare sia già un bel
risultato...
Messaggio
conclusivo ?
"Su questa nostra
terra un vento soffierà e noi semineremo la nostra libertà.
Lontano spazzerà i figli del tradimento, ma noi saremo
in piedi... siamo amici del vento". |