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bis è l'articolo del Codice Penale Italiano che punisce
le cosiddette "associazioni sovversive" quelle cioè
che - secondo la valutazione dei giudici - "mirano al
sovvertimento violento delle istituzioni". È
un concetto molto estensibile in Italia. Ci lo fai un piccolo
corso di Diritto penale applicato ai "malpensanti"
?
Per associazione sovversiva
in Italia si intende qualsiasi gruppo che "attenti all'ordine
democratico". E' evidentemente un concetto molto vago che
viene applicato a piacere dei potenti. Per molti anni era usato
solo per i gruppi di sinistra, perché a noi non era riconosciuta
la dignità di "sovversivi" ed eravamo perseguiti
solo per "ricostituzione del partito fascista". E'
un reato che punisce i progetti politici e non gli atti criminali,
quindi è una legge contro la libertà di espressione
e di pensiero ed una negazione del diritto di associazione. Attualmente
stiamo facendo una campagna per abolirlo. Purtroppo in Italia
c'è oggi una legge molto peggiore che è la legge
"Mancino-Modigliani" simile ad una che avete in Francia
(di cui non ricordo il nome) che punisce la cosidetta "istigazione
all'odio razziale. Le misure repressive sono simili a quelle
utilizzate in palestina dall'esercito israeliano, inclusa la
confisca delle abitazioni e l'internamento...
Hai
incomminciato a militare primo di avere 14 anni. Ci descrivi
il tuo percorso ?
A tredici anni, con mio
fratello Nanni, di un anno più anziano, sono entrato nel
Movimento Sociale Italiano, ma siamo usciti due anni dopo perché
aveva posizioni, specialmente in politica estera, che erano opposte
alle nostre. Dopo due anni di circoli spontanei aderimmo alla
nascente organizzazione Lotta studentesca che poi divenne Terza
Posizione. Dopo altri due anni mio fratello morì in carcere
ed io andai in esilio, prima in Francia e poi in Inghilterra.
Dopo nove anni sono tornato a fare tre anni di prigione e quando
sono uscito ho ricominciato a fare politica... e musica! |
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Alle
16 composi le tue prime canzone. Quanto divisione militare valono
una chitarra e una rima ?
Il nostro motto (dévise
?) è "fa più danni una canzone che centomila
volantini..."
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1980
: la strategia della tensione, la morte - Nanni - l'esilo, la
prigione...Come sopravivete i tuoi camerati e te ? Si sopravvive
perché non si muore. Comunque è peggio morire a
se stessi che perdere la vita. Continuare ad esistere dopo esperienze
del genere è certo difficile, si fa sempre a pugni con
la propria coscienza, ci si sente sempre in colpa per non essere
morti assieme ai nostri fratelli. Ma che ci possiamo fare ? Platone
diceva che "chi muore giovane è caro agli dei".
Mio fratello, evidentemente, gli piaceva più di me.
La diffusione delle tue canzone in Italia
rileva pure essa dell'epopea. Ci la raconti ?
Quando ero in carcere
in Inghilterra mi inviò una lettera un camerata più
giovane che era in carcere in Italia e che ricordava quando,
tra noi pochi amici, cantavamo insieme le mie canzoni, e mi chiese
se potevo inviargli una cassetta per ascoltarle in cella e ricordare
come era la nostra vita prima e sentirci vicini anche dietro
le sbarre. Gliela inviai e poi non ne seppi più nulla.
Dodici anni dopo, appena uscito di prigione in Italia mi invitarono
ad un campo militante vicino Roma. Ci andai un po' imbarazzato,
mi sentivo fuori posto. Un ragazzo mi chiese di suonare alcune
mie canzoni che lui diceva di conoscere. Salii sul palco e cominciai.
C'erano circa quattrocento ragazzi e cantarono tutti insieme
a memoria le canzoniche avevo registrato per un solo camerata
chiuso in una cella più di dieci anni prima. E' stato
forse il momento più emozionante della mia vita. |
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1986
: il ritorno in Italia. Non si può dire che la madrepatria
accoglia a braccia aperte il suo figlio prodigo : 3 anni di galera
tanto per saldare i vecchi conti. Le tue impressione ?
Un militante della sinistra
armata che ho conosciuto in carcere (nato in Francia e che al
momento del suo arresto dopo essere stato ferito in un conflitto
a fuoco con la polizia venne trovato in possesso di due libri
in francese: Bagatelle pour un massacre e La comedie de Charleroi!)
diceva sempre : "il carcere non lo auguro a nessuno... ma
lo consiglio a molti". Dopo la prigione la visione del mondo
cambia. E anche la visione di se stesso. E' il posto migliore
per scoprire le proprie forze e le proprie debolezze. E il risultato
è sempre diverso da quello che ti aspetti ! |
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Appunto,
in carcere, il fatto di vivere con "gli nemici" che
sono anche i compagni di gallera non porta per caso a passare
di una strategia della tenzione a una "strategia dell'attenzione"
?
Non credo esistano formule
: ci si riconosce per la qualità umana al di là
dei fattori ideologici. Il combattente rispetta il combattente.
Ne parla benissimo Von Salomon ne "I proscritti".
Quando il vecchio ribelle a salutato il
Sole e che le porte della prigione si aprono, quale sapore ha
la libertà ritrovata ? Non comporta talvolta una certa
dose di amarezza o di rimpianti ?
Quando sono uscito ho
pianto, soprattutto perché non ho potuto salutare i miei
compagni di cella. Per mesi mi sono sentito colpevole perché
io ero uscito e gli altri erano ancora dentro. Per tre anni la
cella è stata la mia casa e i miei compagni la mia famiglia.
Ci ho messo molto per accettare che la mia vita era fuori. mi
vergogno a dirlo, ma quando sono uscito ho provato sollievo,
ma non felicità. E fuori tutto era diverso da come me
lo aspettavo.
Evocando
la tua adolescenza e la mancanza di canzone nazionaliste italiane,
hai dicchiarato (Agenda Nazionalpopolare - 1998) : « Finimmo
per comprare anche un paio di dischi di cantautori francesi "di
destra" » Davvero ? Quali ?
Non ricordo ora il nome
del cantautore ma ricordo le canzoni: una si chiamava chanteur
d'Occidente ed un'altra Feliciano e parlava di un combattente
nella giungla boliviana "Dans la jungle bolivienne mon frère
est parti/ma mère comme une hyène pleure son petit".
Quando mio fratello è morto ho ripensato a quella canzone... |
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Hai dichiarato : "Oggi la musica alternativa
non ha più bisogno di essere alternativa al mondo, anzi,
può davvero diventare la musica del mondo". Puoi
sviluppare ?
La cultura della sinistra
è tutto un sovvertimento delle sensazioni che una persona
normale prova istintivamente: noi parliamo di cameratismo, di
senso dell'onore, di appartenenza e di orgoglio per la nostra
identità. Non conosco un uomo o una donna che sia in buona
fede e non abbia l'animo corrotto che non senta le stesse cose.
Forse prima c'era il limite della qualità del nostro lavoro,
ora ci sono molti autori e gruppi che sono meglio di quelli che
si sentono normalmente in radio. Manca solo un vero appoggio
politico e poi credo che gli argini esploderebbero. |
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Cessando
di essere "contro", di essere "alternativa",
non rischia la nostra musica di educolrarsi ? Può Robin
Hood lavorare per il Re ? Ma nel stesso tempo, l'opposizione
sistematica e di principio non è, finalmente, una posizione
comoda ?
E' vero sia l'uno che
l'altro. ma penso che non sia un problema che si risolve facilmente.
I rappers fanno finta ribellione e molti soldi. Ma non è
un problema mio, io ormai ho fatto il mio tempo. Spero che il
mio lavoro sia servito ad aprire i canali "ufficiali"
a quelli che verranno dopo. Poi dipenderà dalla loro coscienza. |
Oltra
i tuoi talenti di compositore e di musicista, sei anche giornalista
(direttore della rivista Area), grafico ed illustratore. Sei
presente in Roma Fantastica, una raccolta antologica di racconti
fantastici e di orrore dedicato ai misteri della Città
Eterna. (dove troviamo una vecchia conoscenza della musica alternative
italiana : Gabriele Marconi). Ci parli delle tue varie attività
?
Ma
dove le avete trovate tutte queste informazioni ? E' imbarazzante
! Io ho solo un grande bisogno di comunicare quello che sento
in tutti i modi possibili e per fortuna la mia famiglia mi ha
fornito, con l'educazione e la genetica, molti strumenti per
farlo. Se questo serve alla causa mi fa sentire anche bene con
me stesso. L'unica cosa che manca è il tempo. Ora, con
l'amico di sempre Gabriele Marconi vorremmo fare un film. Ci
stiamo lavorando. Sarebbe il completamento, no ? |
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Un
film ? Dai ! Raconta ! Vogliamo sapere tutto !
Gabriele ha scritto un
bel romanzo intitolato "Io non scordo" (come una nostra
canzone) e pubblicato da Settimo sigillo che in Italia ha venduto
più di 5000 copie - che per noi è un gran numero,
perché gli italiani non leggono quanto i francesi. Alcune
case di produzione gli hanno proposto di farne un film. Stiamo
discutendo con loro per essere sicuri che la storia non sia troppo
cambiata.
Ci
presenti gli altri membri del gruppo e il vostro modo di lavorare
?
Massimiliano al sax, fabio
alla batteria, il Duca e Marco alle chitarre, Maurizio al basso.
Tra me e Marco ci sono quasi venti anni di differenza! Ci troviamo
in sala, ci raccontiamo la nostra giornata e poi io dico "mi
è venuta un'idea per una canzone". Poi si suona e
si vede cosa esce fuori. Alla fine si va al pub e spesso il giorno
dopo i ricordi sono un po' confusi.
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Bis, è uno suono senza equivalente sulla scena identitaria.
Lo saxo di Max fa molto per questo. Quale sono le vostre influenze
musicale ?
Max e Fabio hanno studiato
jazz, Marco viene dal rock puro, fabio suona per altri gruppi
rock e blues, il Duca è un amante del folk e io mi sono
formato al pop inglese degli anni Ottanta. Il risultato è
sempre inatteso.
Per
quando una ristampa dei vostri primi albums, adesso esauriti,
senza dimenticare la mitica "Cassetta di Londra" ?
A fine marzo esce un cd
che celebra il nostro decennale con una selezione di pezzi dei
primi due album riarrangiati e io vorrei, un giorno, fare un
disco acustico con i pezzi della cassetta di Londra. Non so quando,
però.
E il prossimo CD, tanto aspettato
?
Finito di registrare il
cd del decennale cominceremo a lavorare sul prossimo. Ci sono
già cinque pezzi più o meno pronti. Sono un po'
preoccupato, in verità. Dopo il successo di "incantesimi
d'amore" è difficile migliorare il livello. |
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La
tua opinione sui "giovanotti" del Rock identitario
europeo ?
In Inghilterra ci sono
i Warlord, che non sono più tanto "giovanotti",
con cui ho suonato a Verona e che trovo eccezionali. Adoro gli
spagnoli Estirpe Imperial che ora si sono sciolti per formare
altri gruppi. Porterò alcuni loro pezzi nella tomba (o
piuttosto tra le fiamme del rogo funebre!). In Francia credo
che i gruppi bravi siano molti: In Memoriam, Basic Celtos, Elendil,
VaeVictis, Fraction ecc. C'è del buono anche ad Est. In
Italia i miei preferiti sono gli Hobbit e i DDT, ma ce ne sono
altri molto bravi che stanno crescendo. |
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Marcello,
parli un ottimo francese. Ci le dici qualche parole nella lingua
di Molière per i camerati del Coq Gaulois ?
"Qu'est-ce qu'il
nous reste du fascisme? Les camarades et le drapeau noir".
Io l'ho letta
su un muro della mia scuola, quando ero al liceo eancora non
parlavo una parola di francese. Forse è stato l'inizio
del mio innamoramento per la Francia ?
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